Isola di Guam: avamposto militare statunitense, bersaglio della Nord Corea di Kim

Il dittatore nordcoreano ha fatto sapere che potrebbe colpire con un missile a raggio intermedio la base Andersen della Us Air Force che ha sede nell’isola di Guam. Che cos’è l’isola e cosa la base militare USA?

Guam, isola nell’oceano Pacifico occidentale, la più grande e meridionale dell’arcipelago delle Marianne, giuridicamente territorio non incorporato degli Stati Uniti d’America, ovvero che non fa parte di alcun Stato dell’Unione ed è in libera associazione agli USA dal 1950, avendo solo una sovranità limitata agli affari locali, da ieri è balzata sulla scena delle cronache internazionali in quanto potrebbe diventare il primo obiettivo dello scontro tra Nord Corea e Stati Uniti.

Dopo che il Presidente Donald Trump ha minacciato di colpire la Corea del Nord con «fiamme ed una furia che il mondo non ha mai visto prima», in seguito alla notizia che Pyongyang, secondo l’intelligence americana, è già in grado di colpire tutti gli Usa con un missile balistico intercontinentale armato con un testata atomica, il regime del dittatore Kim Jong-un rilancia e, esibendo tutto il suo arsenale, ieri ha fatto sapere, attraverso l’agenzia ufficiale ‘Kcna‘, di star valutando di colpire con un missile a raggio intermedio la base Andersen della Us Air Force che ha sede nell’isola di Guam, a 3.400 km da Pyongyang, considerata una ‘base strategica’ della potenza militare americana.

L’isola, lunga 58 chilometri e larga 19 nel suo punto più ampio -541,3 kilometri quadrati-, amministrata da un Governatore eletto dai cittadini  -attualmente Eddie Calvo– ospita per circa un terzo del suo territorio gli apparati militari americani, con i suoi  circa 6.000 uomini in divisa -su di una popolazione di poco più di 161mila persone-, è considerata una ‘portaerei permanente‘ a stelle e strisce. Negli ultimi 400 anni, Guam è stata governata dalla Spagna, dagli Stati Uniti e dal Giappone. La Spagna cedette Guam agli americani nel 1898, che la governarono fino al 1941, quando il Giappone invase il piccolo territorio. Gli Stati Uniti ne ritornarono in possesso con la battaglia di Guam del 1944, poi nel 1950 divenne territorio non incorporato degli USA.
Un paradiso per le vacanze divenuto territorio ‘vitale‘ per il Pentagono, per la posizione che occupa nel Pacifico, un punto strategico per la pianificazione militare degli Stati Uniti, e per la ‘carica’ simbolica che acquista  negli annali della storia militare degli Stati Uniti. Una delle isole vicine a Guam, l’isola Tiniana, è stato il punto di partenza per gli attacchi  delle bombe atomiche contro Hiroshima e Nagasaki in Giappone, alla fine della seconda guerra mondiale, anche in questo, probabilmente, risiede uno dei motivi per i quali Kim ha puntato lo sguardo verso Guam.

Base Andersen, base aeronautica e base navale, ospita, tra gli altri, il 36esimo stormo aereo formato dai bombardieri strategici B-52, antiquati ma ancora letali, i più moderni B-1B Lancers, che hanno sorvolato la penisola coreana dopo il lancio dei due missili balistici intercontinentali Hwasong-14, il 4 ed il 28 luglio, in grado di colpire tutti gli Usa ad oltre 10.000 km di distanza.
Nella base Anderson in gran segretezza vengono spesso schierati i letali bombardieri stealth (invisibili ai radar) B2 Spirith, di cui esistono solo 20 esemplari (ognuno è costato 2 miliardi di dollari ed il 21esimo si schiantò a terra proprio a Guam) l’arma ideale per l’attacco preventivo Usa ipotizzato, extrema ratio, dal Consigliere per la Sicurezza Nazionale, il generale H. R. McMaster.

In particolare Pyongyang, riferisce l’agenzia ufficilae ‘Kcna’, afferma che «sta al momento esaminando con attenzione i piani operativi per avvolgere in una palla di fuoco l’area di Guam con un missile balistico a medio raggio Hwasong-12», meno potente dell’Icbm Hwasong-14 testato a luglio. Il piano sarà finalizzato «e posto in atto con azioni simultanee (lanci multipli apparentemente, ndr) e consecutivi in qualsiasi momento una volta che Kim Jong Un  lo ordinerà», conclude l’agenzia.

Se il dittatore nordcoreano dovesse effettivamente attaccare la base Usa di Guam, gli Usa si troverebbero di nuovo in guerra con Pyongyang dopo la fine del conflitto del 1953, 64 anni fa. Gli Usa , però, hanno l’arsenale di difesa anche se con alcuni limiti ,  la capacità, grazie ai satelliti spia, di accertare in tempo le fasi di preparazione al lancio dei missili nordcoreani, neutralizzandoli prima che si stacchino da terra, o intercettandoli in volo con la batterie Thaad (localizzate proprio a Guam e in Corea del Sud) e i caccia-torpedinieri e gli incrociatori lanciamissili dotati del sistema di difesa Aegis, in grado di scoprire, tracciare ed intercettare con i missili a bordo, ogni vettore nordcoreano.

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