Manovra del Governo, Fantozzi (Prc): «No alle politiche fiscali»

Sarà necessario aspettare una definizione più precisa delle misure che il governo intende assumere per un giudizio compiuto, ora impossibile per le informazioni ancora generiche.

Di certo non ci associamo a quanti gridano alla lesa maestà per il livello del deficit al 2,4%: la messa in discussione delle regole folli del Fiscal Compact  essendo un obiettivo per cui da sempre ci battiamo.

Ed essendo un obiettivo per cui da sempre ci battiamo anche la rimessa in discussione del pareggio di bilancio in Costituzione, diversamente da chi come la Lega lo votò, cambiando evidentemente idea oggi.

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L’arte della guerra Il potere politico delle armi

di Manlio Dinucci

Mercati e Unione europea in allarme, opposizione all’attacco, richiamo del presidente della Repubblica alla Costituzione, perché l’annunciata manovra finanziaria del governo comporterebbe un deficit  di circa 27 miliardi di euro.

Silenzio assoluto invece, sia nel governo che nell’opposizione, sul fatto che l’Italia spende in un anno una somma analoga a scopo militare. Quella del 2018 è di circa 25 miliardi di euro, cui si aggiungono altre voci di carattere militare portandola a oltre 27 miliardi. Sono oltre 70 milioni di euro al giorno, in aumento poiché l’Italia si è impegnata nella Nato a portarli a circa 100 milioni al giorno.

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Sanità: Una legge leghista contro il servizio nazionale

di Ivan Cavicchi

Il ministro degli affari regionali Erika Stefani, fra un paio di settimane, presenterà una proposta di legge   con la quale, proprio in nome dell’autonomia, saranno devolute al Veneto ben 23 materie, compresa la sanità.

A questa prima devoluzione seguiranno quelle della Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Liguria ecc La devoluzione della sanità significa che la sanità passerà dalla legislazione concorrente tra Stato e Regioni (le Regioni possono fare leggi ma rispettose delle regole fissate dallo Stato) a quella esclusiva delle Regioni le quali in pieno laissez faire e con la più ampia facoltà deregolativa, potranno decidere in barba ai principi dello Stato, quello che vogliono.

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Lettonia, la nuova cortina di ferro

di Manlio Dinucci

La Lettonia sta costruendo una recinzione metallica di 90 km, alta 2,5 metri, lungo il confine con la Russia, che sarà ultimata entro l’anno.

Sarà estesa nel 2019 su oltre 190 km di confine, con un costo previsto di 17 milioni di euro. Una analoga recinzione di 135 km viene costruita dalla Lituania al confine col territorio russo di Kaliningrad. L’Estonia ha annunciato la prossima costruzione di una recinzione, sempre al confine con la Russia, lunga 110 km e alta anch’essa 2,5 metri.

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NO ALLA CHIUSURA E VENDITA DELL’OSPEDALE BOREA DI SANREMO

Petizione Popolare da consegnare alla Giunta della Regione Liguria e Sindaco di Sanremo

La Giunta Regionale della Liguria, attraverso la Assessore alla Sanità, Viale, ha comunicato alla riunione dei Sindaci che fanno riferimento all’ASL 1 Imperiese che non solo vi sarà il declassamento di due reparti (uno a Sanremo e uno a Imperia) ma che l’Ospedale unico a Taggia si farà chiudendo gli Ospedali pubblici di Sanremo e Imperia e che si procederà alla loro vendita.

A questa ultima presa di posizione da parte dell’Assessore  regionale alla Sanità i Sindaci non hanno detto nulla ma alcuni di essi (fra cui quello di Sanremo)  si erano pronunciati a favore dell’Ospedale unico a Taggia, non avendo, forse, ben presente che si sarebbe proceduto allo smantellamento di quello di Sanremo e a quello di Imperia avendo già avviato la privatizzazione di quello di Bordighera (sempre con il consenso del Sindaco di Bordighera che naturalmente si è guardato bene dal difendere i propri cittadini dall’assalto dei privatizzatori della Sanità).

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Piani veri negli USA per ordigno fine di mondo

Rivelazione eclatante spunta dagli archivi della National security: nel ’64 il presidente Johnson valutò come e se sferrare un attacco nucleare preventivo alle «potenze comuniste» Urss e Cina  di YURIICOLOMBO

Durante l’amministrazione di Lyndon Johnson, nel 1964, vennero elaborati dal Pentagono delle ipotesi di attacco preventivo alla Russia e agli altri Paesi del «mondo socialista ». È quanto emerge dai documenti recentemente declassificati dal National Security Archive americano. Gli attacchi sarebbero dovuti scattare in caso di percezione di pericolo di attacco da parte sovietica o cinese.

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