Categoria: Politica interna

Nuova finanza pubblica Ora si cambia: liberismo e privatizzazioni  

di Marco Bersani

Mentre continua la singolar tenzone fra l’establishment europeo e il «governo del cambiamento» giallo-verde, pochi entrano nel merito del conflitto in atto. Un primo dato che salta all’occhio è che non siamo in presenza di un conflitto politico reale.

È vero infatti che la Legge di Bilancio del governo Lega-5 Stelle non rispetta, in merito al deficit, gli accordi precedentemente stabiliti, ma lo fa senza sforare le regole europee (che permettono un deficit entro il 3%) e dentro un contesto che prevede, in diretta continuità con gli ultimi 30 anni, un avanzo primario (entrate superiori alle uscite) anche per il prossimo triennio 2019-2021.

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Manovra, Prc: «No ai diktat della Commissione Europea. Inaccettabile prosecuzione austerity»

Manovra, Prc: «No ai diktat della Commissione Europea. Inaccettabile prosecuzione austerity»

«Non siamo sostenitori di questo governo ma riteniamo inaccettabile l’attacco della Commissione Europea – dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea -. E’ giusto non rispettare diktat che hanno impoverito il nostro paese aumentando poverà, disoccupazione e contemporaneamente il nostro debito pubblico.

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Verso le elezioni Europee del maggio 2019

La fine dell’autunno, ormai da qualche anno a questa parte, è diventato il momento in cui le varie formazioni politiche lanciano i propri progetti in vista delle elezioni della primavera dell’anno successivo. In particolare, guardando nella “galassia” a sinistra del PD, se in vista delle Politiche del marzo 2018, l’autunno 2017 aveva portato alla nascita sia di Liberi e Uguali  di Potere al Popolo, anche questo autunno 2018 è pronto a dare alla luce a due nuove “formazioni unitarie”.

Nel mese di dicembre si terranno infatti a Roma due assemblee che hanno l’obiettivo di dare alla luce due progetti politici ed elettorali, fra loro distinti e separati, in vista delle elezioni Europee di maggio 2019.

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NO ai diktat della UE, ma la manovra non va bene

di Roberta Fantozzi

Noi non contestiamo la manovra del governo perché non rispetta i diktat della UE, come fanno FI o il PD: alle politiche di austerità ci siamo sempre opposti, per cambiare radicalmente l’Europa.

Abbiamo detto NO subito al Fiscal Compact di cui oggi la UE chiede l’attuazione: perché era facile prevedere che quelle politiche avrebbero aumentato povertà e disoccupazione, senza migliorare ed anzi peggiorando i conti pubblici. E’ quello che è avvenuto dal 2011 con l’intensificarsi delle politiche di austerità: la povertà assoluta che nel 2011 colpiva 2 milioni e 600 mila persone, oggi ne colpisce oltre 5 milioni, l’occupazione è solo precaria, si sono tagliate pensioni, sanità, scuola, diritti del lavoro.

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L’arte della guerra La fake news del Muos «maxi radar»

di Manlio Minucci

«M5S diviso sul maxi radar siciliano», titola il Corriere della Sera, diffondendo una maxi fake news: non sul fatto che la dirigenza del Movimento 5 Stelle, dopo aver guadagnato in Sicilia consensi elettorali tra i No Muos, ora fa marcia indietro, ma sullo stesso oggetto del contendere.

Definendo la stazione Muos di Niscemi «maxi radar», si inganna l’opinione pubblica facendo credere che sia un apparato elettronico terrestre di avvistamento, quindi difensivo. Al contrario, il Muos (Mobile User Objective System) è un nuovo sistema di comunicazioni satellitari che potenzia la capacità offensiva statunitense su scala planetaria.

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Tanto tuonò che non piovve – Perché i mercati sorridono al Governo nonostante la ‘bocciatura’

di coniarerivolta

La bocciatura della manovra, o per meglio dire il rinvio della Commissione europea, potrebbe far pensare a un Governo in rotta con Bruxelles e, più in generale, con il Fondo Monetario Internazionale e con i mercati, a un’Italia con un piede fuori dall’Europa, con le agenzie di rating pronte a trasformare il debito pubblico italiano in spazzatura. Si potrebbe avere l’impressione che nubi nere si stiano addensando sull’Italia, preannunciando tempesta. La realtà è ben diversa. Per capirlo, bisogna andare oltre le dichiarazioni roboanti dei buffi soggetti coinvolti e l’altalena dello spread, e cogliere gli aspetti politici di fondo che muovono il Governo, da un lato, e le istituzioni europee dall’altro.

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