Categoria: Politica interna

Torniamo a parlare di patrimoniale

di Mauro Callegati

L’economia italiana è in rallentamento da oltre 50 anni. Questa caratteristica è comune a quasi tutte le economie avanzate. Ma ciò che distingue l’Italia è che dopo il 1992 cresce sistematicamente meno.

E da quando è scoppiata la crisi siamo i soli – insieme alla Grecia – a non aver recuperato il livello del P.I.L. del 2007. Questo sembra dovuto ad una serie di motivi. Intanto ci sono da pagare oneri finanziari su un debito pubblico che finiscono con lo «spiazzare» gli investimenti, togliere risorse al welfare ed alla spesa che sarà produttiva domani (ricerca, istruzione e università).

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La trappola

di Alessandro Visalli

La sinistra ha perso la battaglia politica per continuare ad avere una base di massa. Questa sconfitta storica è maturata, anche se su radici antiche, in questi ultimi dieci anni e si è manifestata il 4 marzo.

La ristrutturazione dell’intero assetto mondiale del capitalismo, avviata nel 2008, ha portato per ora a concentrare ancora più tutta la ricchezza in pochissime mani. L’emergere di nuove tecnologie di disintermediazione, e di piattaforme fondate su inedite forme di lavoro debole, rivolte non solo ai tradizionali segmenti di classe ma estesi a forme di lavoro cognitivo e relazionale, ha creato un enorme vuoto nel centro della società ed ha destabilizzato tutte le basi di consenso.

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Su austerità e precarietà Documento della consulta economica per il Congresso FIOM-CGIL 2018

di Riccardo Realfonzo

Sotto-investimenti, deindustrializzazione e bassa competitività del Mezzogiorno e del Paese. Una vertenza per una nuova stagione di politiche industriali. Riccardo Realfonzo interviene come coordinatore della consulta economica della FIOM al Congresso della FIOM-CGIL tenutosi a Riccione dal 12 al 15 dicembre 2018. L’analisi mostra quale sia stato il drammatico sottofinanziamento delle politiche industriali nel decennio successivo alla crisi scoppiata nel 2008 ed anche gli effetti negativi delle politiche di deflazione salariale. Occorrerebbe una svolta di politiche industriali e del lavoro che è assente nella nuova manovra del governo in carica.

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In morte del servizio sanitario nazionale

di Ivan Cavicchi

MUORE COSÌ, nel quarantennale della sua nascita, il servizio sanitario nazionale. Con esso muore: la solidarietà tra le persone, quella che finanzia attraverso il fisco in modo giusto i bisogni di salute dei poveri e dei ricchi, l’universalità cioè la persona…”

Salute. Gli esiti devastanti del regionalismo differenziato chiesto dal Veneto, dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna. Cioè dalla lega e dal Pd

Il M5s, attraverso il suo ministro della salute, Giulia Grillo, ha accettato, sulla sanità, senza condizioni, il regionalismo differenziato chiesto dal Veneto dalla Lombardia dall’Emilia Romagna. Cioè dalla lega e dal Pd.

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Nuova finanza pubblica Ora si cambia: liberismo e privatizzazioni  

di Marco Bersani

Mentre continua la singolar tenzone fra l’establishment europeo e il «governo del cambiamento» giallo-verde, pochi entrano nel merito del conflitto in atto. Un primo dato che salta all’occhio è che non siamo in presenza di un conflitto politico reale.

È vero infatti che la Legge di Bilancio del governo Lega-5 Stelle non rispetta, in merito al deficit, gli accordi precedentemente stabiliti, ma lo fa senza sforare le regole europee (che permettono un deficit entro il 3%) e dentro un contesto che prevede, in diretta continuità con gli ultimi 30 anni, un avanzo primario (entrate superiori alle uscite) anche per il prossimo triennio 2019-2021.

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Manovra, Prc: «No ai diktat della Commissione Europea. Inaccettabile prosecuzione austerity»

Manovra, Prc: «No ai diktat della Commissione Europea. Inaccettabile prosecuzione austerity»

«Non siamo sostenitori di questo governo ma riteniamo inaccettabile l’attacco della Commissione Europea – dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea -. E’ giusto non rispettare diktat che hanno impoverito il nostro paese aumentando poverà, disoccupazione e contemporaneamente il nostro debito pubblico.

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