Il capitalismo si è storicamente sviluppato sulla base della libertà degli scambi

Il capitalismo si è storicamente sviluppato sulla base della libertà degli scambi; tale processo si configura oggi, oltreché come libera circolazione delle merci, anche e soprattutto come libera circolazione dei capitali con relativo processo di internazionalizzazione della produzione e di sviluppo delle imprese multinazionali, mentre rimane esclusa la libera circolazione delle persone.

La mondializzazione del capitale, mentre comporta un notevole sviluppo delle forze produttive, alimenta una divisione imperialista del lavoro su base gerarchica dal centro alla periferia e generalizza la dipendenza del resto del mondo nei confronti del capitale monopolistico centrale.

La divisione del lavoro produce da un lato l’integrazione e la solidarietà del capitale su base mondiale (l’internazionale del capitale), dall’altro crea economie nazionali sempre più dipendenti; la crescita della dipendenza nazionale rende più difficile il passaggio al socialismo, elevandone il costo.

D’altra parte il processo di mondializzazione, mentre consolida la solidarietà e la forza del capitale, tarda a generare un parallelo sviluppo della solidarietà internazionale all’interno del movimento operaio dei vari paesi: la coscienza di classe è rimasta essenzialmente nazionale.

Alla fine si pone il problema fra gli obiettivi di lotta fondamentali ci deve essere, nei prossimi anni, da una parte il controllo programmato, all’interno di ogni Paese, delle relazioni esterne, dall’altro, per quanto riguarda più in generale i rapporti con gli altri Stati, la messa in opera di un libero scambio non più su basi mercantili ma fondato sulla cooperazione dei popoli, nel quadro di un nuovo ordine economico mondiale.

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