Sanremo, persa la dignità del Consiglio Comunale

di Amelia Narciso Presidente ANPI Sanremo

Se qualcuno pensava che questa mattinata di silenzio fosse il segno che volevamo gettare la spugna, stava prendendo un abbaglio grandissimo: per costituzione siamo, come dice Condò, (Forza Nuova) pessimi, perché “sprechiamo tempo a parlare di un fantomatico nemico, ignorando che invece è proprio questo modo di fare antiliberale che fomenta l’odio.”

Quindi non sappiamo neppure costruire il futuro, meglio sarebbe dunque lasciar fare a chi, come Condò e i suoi camerati, sono pronti a darci un futuro, come già i nostri padri scoprirono amaramente!

Ringraziamo Condò che ci ha illuminato sulle nostre peggiori colpe, avendo noi dato l’ennesimo esempio di come far sprecare del tempo prezioso, che sarebbe servito a discutere di problemi veri della collettività, (marciapiedi dissestati e altro), mentre ci siamo permessi di chiedere a questo nostro Consiglio Comunale di dimostrare che tra i suoi Consiglieri aleggia un barlume di senso della storia e di severa attenzione alla realtà attuale: ebbene, chissà perché, dopo ieri sera non ci sentiamo colpevoli, ma semmai increduli e imbarazzati.

Mi spiego: le persone da noi elette in quel consesso ieri sera erano chiamate a dimostrare che esistono anche e soprattutto per loro dei princìpi a cui una comunità deve far riferimento, a cui attingere, quando si tratta di accettare che organizzazioni dichiaratamente ispirate ai valori del fascismo si muovano in cerca di adepti nelle nostre strade e nei luoghi pubblici; invece – e da questo scaturisce il nostro imbarazzo- abbiamo riascoltato ripetere tutti i luoghi comuni e gli stereotipi che possono fare effetto magari su un Condò, ma certo non su persone dotate di media intelligenza e cultura, e che mai avremmo pensato, pur essendo preparati, risuonare da dotti e illustri consiglieri che le hanno esposte con tronfia superficialità, come a voler chiudere in fretta una inutile discussione.

Chi ha perso, ancora una volta, è la dignità di un Consiglio comunale, la democrazia, di cui costoro si riempiono la bocca, tranne poi mancare di rispetto anche alle regole minime pure tiepidamente ricordate (niente applausi e schiamazzi dal pubblico) da parte dei supporter del gruppo “Et ventis adversis” e Forza Nuova che di tali regole se ne sono altamente infischiati (A Berrino a un certo punto è venuta la tentazione di usare tale parola, poi gli è sembrata troppo vicina a quel fascio di cui comunque si onora far parte).

Allora, come sempre, abbiamo sbagliato noi a rispettare le regole, a non applaudire il nostro Robert quando li ha messi a tacere civilmente, spiegando, attraverso le parole di Domenico Gallo, emerito costituzionalista, che nella Costituzione non appare neppure citata la parola “Fascismo” perché “la Costituzione italiana è una costituzione compiutamente antifascista, non perché è stata scritta da antifascisti desiderosi di vendicarsi dei lutti subiti; al contrario, per voltare definitivamente pagina rispetto alla triste esperienza del fascismo e della guerra, i costituenti hanno sentito il bisogno di rovesciare completamente le categorie che caratterizzano il fascismo.”

Robert, credo che le tue parole fossero troppo elevate per chi ascoltava o era impaziente di parlare di marciapiedi e altro! Tu volavi troppo alto e noi con te!

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