Relazione DIA «In Riviera la ’ndrangheta resta una grave emergenza»

La Dia, la Direzione investigativa antimafia,  è preoccupata per la Riviera dei fiori .È una radiografia di pressante attualità, che parla anche di infiltrazioni nell’economia e anche nelle pubbliche amministrazioni, quella che emerge dalla prima relazione semestrale del 2017 (resa nota ieri). «La ’ndrangheta è operativa in Liguria, in tutta la provincia di Imperia e in Costa Azzurra – scrivono gli investigatori dell’ Antimafia- collegamenti ramificati, connessioni tra famiglie e legami con i territori calabresi di origine» .

Per il Ponente si parla di presenza delle cosche della piana di Gioia Tauro. Ma la Dia entra ancora più nel dettaglio: « La realtà principale è il locale di Ventimiglia a cui risultano sottoposte le vicine Bordighera e Diano Marina. In queste località si registra la presenza di famiglie legate all’area di Anoia e Seminara, entrambe del reggino. Tra Taggia e Sanremo viene invece segnalata l’operatività di soggetti collegati alle cosche di Palmi  e Gioia Tauro».

Lo studio dell’ Antimafia rivela come la Liguria faccia parte di una sorta di macro-area criminale che si estende in basso Piemonte e che opera attraverso almeno quattro locali dotate di autogoverno a Genova, Ventimiglia, Lavagna  e Sarzana. Il business è ampio e vada i rifiuti agli appalti per le grandi opere per arrivare al traffico di droga che sfrutta le grandi potenzialità della rete portuale ligure e il confine con la Francia.

La zona di Ventimiglia e il Ponente in generale sono attenzionate per più motivi. Il primo è la sentenza della Cassazione che ha «certificato» la presenza della ’ndrangheta a Ventimiglia (il rinvio ad un nuovo processo d’appello riguarda invece l’area di Bordighera).  La situazione è semplice, se c’era la ’ndrangheta (per i giudici quella che faceva capo al defunto boss Giuseppe Marcianò) oggi con gli affiliati condannati c’è la «reggenza».

La struttura criminale mantiene il suo assetto e qualcuno, dopo il blitz «La Svolta», ne tiene le fila. Le indagini proseguono in questo senso ma anche sul fronte delle realtà di Sanremo e Taggia, delle quali hanno ampiamente parlato i pentiti.

Le attività criminose « evidenti», dagli attentati incendiari all’usura, sembrano essere drasticamente diminuite ma l’Antimafia tiene  la guardia alta, preoccupata soprattutto degli investimenti economici delle cosche nel Ponente: all’edilizia, di recente, sarebbe andato ad aggiungere anche l’interesse per l’indotto del turismo .

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