Un quarto dei liguri a rischio povertà «Dal 2008 ogni famiglia ha perso in media 1.200 euro all’anno»

LA RICERCA DI LEGACOOP SUGLI EFFETTI DELLA CRISI. OGGI CONGRESSO DELLE COOPERATIVE

Nel 2015 i liguri a rischio di povertà erano il 26%, più di un quarto della popolazione; nel 2008, prima del ciclone finanziario ed economico che si abbattuto sull’Italia, i Liguri a rischio di povertà erano il 20%. Prima e dopo la crisi, storia di una regione che non si è più ripresa. Che arranca sotto il peso di ciò che ha perso. È il quadro della ricerca “Povertà e famiglie”, realizzata dal Centro Studi Coop Danilo Ravera e che sarà presentata oggi nel corso dell’assemblea congressuale delle cooperative sociali di Legacoop.

La ricerca, fatta dal centro studi di Legacoop guarda un ampio arco temporale per fissare la marcia sul posto, se non proprio i passi indietro, della Liguria «che ha subito di più gli effetti della crisi, portandola molto vicina alla media dell’Italia piuttosto che a quella del Nord Ovest», spiega il ricercatore Stefano Gaggero. «La ricchezza in circolazione in Liguria- spiega-è diminuita con la crisi e oggi resta sui livelli del 2008, non tenendo il passo con la seppure stagnante ripresa del Nord Ovest e dell’Italia». Ad esempio il Pil ligure ha «perso il passo col Nord Ovest e il resto del Paese» aggiunge Gaggero. La curva del Pil per l’Italia, il Nord Ovest e la Liguria ha seguito lo stesso andamento fino al 2009: una crescita complessiva del 25% circa tra il 2001 e il 2008, dopo di ché una calo tra il 4 e il 5% in un solo anno nel 2009.

Nei sei anni successivi, fino al 2015, mentre il Pil dell’Italia è del Nord Ovest ha di poco recuperato i valori del 2008 con un crescita complessiva tra il 6 e7% («si può parlare di stagnazione»), l’indicatore ligure è  ancora fermo sotto i valori pre-crisi, essendo aumentato dell’1,4 nel complesso di questi anni (stagnazione ai limiti della decrescita) Ma anche il reddito disponibile familiare medio ha seguito una curva analoga (del 2015l’ultima rilevazione Eurostat a oggi): non ha ancora ripreso l’ammontare del 2008 e rispetto ad allora i liguri sono più poveri di 1.200 euro all’anno (contro i 1.100 euro persi nel Nord Ovest). «In Liguria aumentano anche le diseguaglianze- osserva Gaggero – basti pensare che il 5% dei più ricchi dichiara il 21% di tutto l’imponibile e il 27% dei più poveri solo il 6%. Ovviamente sono medie riferite alle dichiarazioni dei redditi che nascondono anche una certa percentuale di nero». Ma a sottolineare non solo l’impoverimento delle famiglie, ma anche l’ineguale distribuzione dei redditi è anche, spiega la ricerca, l’indice Gini, l’indicatore che misura quanto è diseguale la ripartizione della ricchezza in un territorio: più è alto ,più la suddivisione è diseguale e rispetto al 2008 è più alto del 9%. «Anche se – precisa il ricercatore – resta minore del dato italiano».

Altro dato messo a nudo dalla ricerca: in Liguria il 34% dell’imponibile dichiarato è di origine pensionistica, ma le pensioni ligure sono il 17% più povere. Le conseguenze dell’aumento di povertà e del rischio di esclusione sociale, in Liguria cominciano a leggersi chiaramente sostiene la ricerca che punta i suoi riflettori anche sulla salute dei liguri, meno sani (solo il 67%) rispetto al Nord Ovest (71%)e anche dell’Italia (70%). La presentazione della ricerca e il congresso delle cooperative sociali (il cui fatturato quest’anno è stato di 198 milioni, cresciuto rispetto ai 184 del 2013) di Legacoop oggi avrà anche due tavole rotonde su “Welfare e Innovazione” e “Welfare e sviluppo” dove sono previsti, tra gli altri, l’intervento del sindaco Marco Bucci, dell’assessore Francesca Fassio, dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Edoardo Rixi e di Teresa Bellanova, vice ministro del Ministero dello Sviluppo Economico.

 

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