Sanremo: prime misure di quella che una volta si chiamava amministrazione di centrosinistra

Nei giorni scorsi su alcuni quotidiani del territorio è apparso un servizio dedicato a Sanremo e alle scelte che il Consiglio Comunale, a maggioranza con il voto contrario di alcune forze di opposizione fra cui Sanremo Attiva con il consigliere comunale Robert von Hackwitz, ha approvato con il DUP per il 2018-2020.

Un impegno rilevante in termini di spesa ma che ci permettiamo di criticare per la politica dei due tempi che ancora una volta le forze del centrosinistra nostrano (ma forse anche con il benevolo sostegno del centrodestra) dimostrano di portare avanti.

Certo vi sono aspetti anche non criticabili (come l’impegno per mettere in sicurezza alcuni edifici scolastici, il che sta a dimostrare che a scuola oggi ancora non c’è sicurezza) mentre sembra invece che ancora una volta si parli di grandi opere da realizzare, come se le grandi opere nazionali sino ad ora iniziate e mai terminate fossero di pubblica utilità, che porteranno a nuova cementificazione di un territorio già ampiamente compromesso e a tutto vantaggio dei soliti noti.

Ma quando si prospettano anche misure giuste, come il risparmio energetico nella pubblica illuminazione stradale, si comincia sempre dalle zone centrali del territorio comunale e si rimanda ad un secondo tempo, che quasi sempre non arriva mai, per le zone periferiche.

E pensare che la maggioranza dell’illuminazione pubblica stradale è presente soprattutto nelle zone periferiche in termini di quantità di lampade illuminanti.

Siccome nelle periferie abita la cittadinanza meno ricca del Comune (se facciamo l’eccezione di alcune situazioni particolari) ecco che la scelta appare, sembra, è di classe.

Continuate a sostenere che non esistono più la sinistra, la destra? Ecco che invece rispuntano come l’araba fenice.

Sempre nei medesimi quotidiani e sempre in riferimento al Comune di Sanremo, sembrerebbe che verrà ripreso l’obiettivo di dotare alcune zone di Sanremo di distributori d’acqua a pagamento. Quindi una scelta di iniziare a far pagare ai cittadini a favore di privati l’acqua. E con costi non certamente in concorrenza con l’acqua distribuita tramite l’acquedotto pubblico. 50 centesimi il litro (vale a dire 5 euro 10 litri) e cioè alcuni euro in più di quello che è il costo dell’acqua in bottiglia che viene venduta nei supermercati, senza parlare dell’enorme differenza con il costo dell’acqua che sgorga dal rubinetto di casa.

Ecco la svolta municipalista e centrista dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Biancheri! E siamo solo all’inizio.

Il Comitato Direttivo del Circolo del PRC-SE “Valeria Faraldi” di Sanremo-Taggia

Novembre 2017

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