Ancora sulla sanità nel ponente ligure

Rispunta il progetto Ospedale Unico, ma intanto si dice subito dopo che mancano i soldi.
L’assessore regionale Viale annuncia che l’ospedale Saint Charles di Bordighera potrà tornare ad avere un Pronto Soccorso con alcuni reparti necessariamente di accompagnamento: oltre alla Medicina già esistente, l’astanteria, la chirurgia, la traumatologia, la terapia intensiva e i servizi H24 come laboratorio analisi e radiologia.

Ma non dimentichiamoci della specialistica ambulatoriale, anch’essa sottoposta a numerosi tagli!

Anche se più volte appaltato, incredibilmente non si fa un minimo accenno del nuovo Palasalute di Bordighera che dovrebbe, tra le altre cose, accogliere quanto è rimasto a Ventimiglia, in particolare la Dialisi.
Rifondazione Comunista, in tempi non sospetti, si dichiarò fortemente contraria al declassamento del Pronto Soccorso di Bordighera ed alla chiusura di alcuni reparti, come avvenne durante l’amministrazione regionale Burlando.

Restando fortemente critica sul progetto ospedale unico così come concepito ormai 10 anni fa, cioè un’opera dal costo di almeno 300 milioni di euro coi medesimi reparti ora presenti nei vari presidi e con un numero di posti letto insufficienti, certamente siamo favorevoli ad potenziamento del presidio di Bordighera con un vero Pronto Soccorso al posto dell’attuale Punto di primo intervento, sia per la vicinanza alla Francia e sia per attirare turismo “sanitario” con servizi aggiuntivi quali riabilitazione, talasso ed elioterapia, dialisi Vacanza e così via.
Come già detto altre volte, il PRC resta fortemente perplesso sul piano presentato dall’assessore Viale, ancora estremamente generico su come e con quali somme potrà assicurare tutti i servizi così ben sbandierati.

È stato fatto un calcolo ed un confronto tra gestione pubblica e gestione privata?
Quale e quanto personale sanitario verrà utilizzato, e con quali contratti?
Quali i servizi davvero offerti al cittadino?
Insomma tanti interrogativi che continuano a non avere una risposta ben precisa.

Ma se la regione è sicura di non dover sostenere maggiori spese per l’accreditamento di un privato, come farà il privato stesso ad avere il suo giusto profitto?
E poi perché non rilanciare allora la sanità pubblica nel ponente?
Forse che l’assessorato regionale non si fida abbastanza delle capacità amministrative dell’attuale dirigenza sanitaria dell’ASL1 Imperiese?

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
FEDERAZIONE DI IMPERIA
DIPARTIMENTO SANITÀ

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