No ai licenziamenti di opinione

Care, cari,due anni fa lanciammo una campagna che vi ha visto protagonisti: avete sottoscritto l’appello contro il licenziamento di cinque lavoratori cassintegrati della Fiat di Nola “rei” di aver violato un fantomatico “obbligo di fedeltà” nei confronti dell’azienda; avete scritto articoli ed espresso in pubblico il vostro sostegno e la vostra critica.

Quella mobilitazione portò a un enorme risultato: la sentenza della Corte di Appello di Napoli, con la quale, nel settembre 2016, venne imposto alla FCA il reintegro in fabbrica dei cinque operai che avevano inscenato, fuori dall’orario e dal posto di lavoro, il finto suicidio dell’allora amministratore delegato. Come ben sapete, si era trattato di un estremo tentativo di far udire la propria protesta di fronte ai suicidi – veri – verificatisi fra i loro compagni di lavoro del reparto confino di Nola.

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Una questione di classe: perché la flat tax conviene al capitale

La flat tax proposta dal Governo di Lega e Cinque Stelle viene presentata come una grande riforma fiscale che sarà di beneficio a tutti i ceti sociali, compresi quelli meno abbienti.

Essa, in realtà, non farebbe altro che privilegiare una categoria assai ristretta di redditi elevati incrementando quel processo di erosione della progressività delle imposte già in atto da tre decenni.

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Numeri per un programma d’opposizione (da Militant)

Mentre Di Maio e Boeri litigavano sugli 8 mila posti di lavoro (precari) che il “Decreto Dignità” farebbe perdere ogni anno, lunedì scorso il Corriere Economia pubblicava i risultati “sorprendenti” di una ricerca realizzata da Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea.

Secondo l’Istituto, che fa direttamente riferimento alla Commissione Europea, in Italia mancherebbero oltre 2 milioni di posti di lavoro nel settore pubblico. E questo facendo il raffronto con la media del tasso di occupazione specifico dei paesi della UE a 15 degli ultimi 10 anni.

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Rischio idrogeologico, per l’Ispra sono oltre sette milioni gli italiani residenti in territori vulnerabili

L’Ispra aggiorna la mappa nazionale del rischio idrogeologico in Italia. Nel 2017 è risultato a rischio il 91% dei comuni italiani (88% nel 2015) ed oltre 3 milioni di nuclei familiari risiedono in queste aree ad alta vulnerabilità. In nove Regioni (Valle D’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Molise, Basilicata e Calabria) abbiamo il 100% dei comuni è a rischio.

Aumenta la superficie potenzialmente soggetta a frane (+2,9% rispetto al 2015) e quella potenzialmente allagabile nello scenario medio (+4%).Complessivamente, il 16,6% del territorio nazionale è mappato nelle classi a maggiore pericolosità per frane e alluvioni (50 mila km2).

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Autocensura della stampa locale

Possiamo annoverare fra le false notizie anche quelle dei giornali che danno informazioni che contengono delle autocensure? Io credo che siano le peggiori e che contribuiscono a far allontanare dall’acquisto e dalla lettura i giornali che praticano tale metodo.

Fra questi vanno annoverati sia la Stampa che il Secolo XIX edizioni di Imperia e Sanremo.

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COMUNICATO STAMPA di PRC e SI di Sanremo

Siamo impegnati da qualche mese nel confrontarci sui temi più stringenti per i cittadini e le cittadine di Sanremo che attendono risposte concrete dall’ Amministrazione di Sanremo, città che vedrà nella tarda primavera del 2019 gli elettori e le elettrici  chiamati alle urne per il rinnovo del Consiglio Comunale e l’elezione del Sindaco.

Stiamo lavorando per costruire un’aggregazione che intendiamo di sinistra e attenta alle problematiche che finora non hanno avuto risposte.

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